En clara vox redarguit
Oscura quaeque personans:
procul fugentur somnia.
Ab alto Jesus promicat.

En Agnus ad non mittitur
laxare gratis debitum:
omnes simul cum lacrimis
praecemur indulgentiam.

Beatus auctor seculi
Servile corpus induit,
ut carne carnem liberans,
ne perderet quos condidit.

Castae parentis viscera
coelestis intrat gratia,
venter puellae bajulat
secreta quae non noverat.

Domus pudici pectoris
templum repente fit Dei,
intacta nesciens virum,
concepit alvo Filium.

Deo Patri sit gloria,
eiusque soli Filio,
cum Spiritu Paraclito
in saeculorum saecula. Amen.

 

 

Echeggia una chiara voce
facendo risuonare anche le cose oscure
fuggano lontani i sonni.
Dall’alto splende Gesù

Ecco l’Agnello viene mandato a noi
per cancellare gratis i nostri debiti
con le lacrime agli occhi tutti insieme
imploriamo il suo perdono.

L’autore del mondo
ha vestito il corpo del servo
affinché liberando con la sua la nostra carne
non perdesse quelli che aveva creato.

Nel seno della casta madre
entra la grazia celeste
e il ventre della fanciulla porta
segretiche non conosceva.

L’abitazione del petto pudico
improvvisamente diventa tempio di Dio
immacolata, non conoscendo uomo,
concepisce nel seno il Figlio.

Sia gloria a Dio padre
e al suo Unigenito Figlio
con lo Spirito Consolatore
nei secoli dei secoli. Così sia.